Influenza H1N1 chi ci guadagna

Pubblicato: 12 novembre 2009 da Letizia in Ultima ora!
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La solita stampa che prima ha contribuito in modo incondizionato a seminare il panico, inizia a porsi delle legittime (e finalmente sensate) domande. Siamo all’inversione di rotta.

L’inversione di tendenza era ipotizzabile nel momento in cui sono iniziati ad emergere i dati di quanti effettivamente erano ricorsi alla vaccinazione. Inoltre, altro segnale dell’imminente tracollo l’errata previsione sulle tempistiche in cui la famosa pandemia avrebbe dovuto presentarsi alle nostre porte. Era attesa per dicembre ed invece è arrivata prima dei vaccini (Fazio era addirittura arrivato a indicare la data del 18 dicembre come inizio del picco di contagiati. Meglio di Nostradamus).
Un’altra farneticante dichiarazione asseriva invece la necessità di vaccinarsi per fronteggiare una possibile mutazione del virus. Insomma, affermazioni che sembravano dettate dal panico di trovarsi ’sul gobbo’ milioni di dosi di vaccino inutilizzate. Non solo a questo punto la maggior parte dei vaccini risulta inutile, ma a quanto denunciato dal Codacons potrebbero anche risultare pericolosi. Inoltre, sembra che con un autogol d’autore, la dichiarazione di stato d’emergenza a seguito di una situazione di pandemia, abbia consentito di stipulare con le case farmaceutiche fornitrici del vaccino, un contratto ‘anomalo’, fuori dai consueti standard e con clausole capestro.

Insomma, da questa vicenda le case farmaceutiche ci hanno guadagnato doppio e senza rischi
(vaccino per H1N1 e per la normale stagionale, senza contare gli antivirali). Ci hanno guadagnato doppio anche i giornali e i media in generale che prima hanno venduto grazie agli articoli pro panico e ora ci guadagneranno con quelli di smentita e accusa. Ci hanno guadagnato e guadagnano tutti i produttori di prodotti ‘preventivi’ come per esempio le mascherine, guanti e disinfettanti vari. Ci ha invece fatto la figura barbina il nostro (e altri) Ministeri della salute e come al solito siamo stati turlupinati noi contribuenti. Per ricorrere a frasi fatte è stato tutto un ‘magna magna’ e ‘noi…paghiamo’.

Si, ma quanto paghiamo?  Una dose di vaccino in Germania costa 14 Euro. Visto che noi di solito ci distinguiamo per giocare sempre al rialzo dei prezzi potremmo ipotizzare che in Italia paghiamo di più. Restiamo comunque aderenti ai 14 Euro. Quante dosi ha dichiarato di aver ordinato Fazio? Due milioni? Teniamo buona anche questa cifra. Verrebbe fuori un totale stratosferico di 28.000.000 Euro.

Con tutte le industrie in difficoltà, con ex lavoratori in cassa integrazione che si sono trovati senza lavoro e senza casa e con tutte le emergenze che abbiamo era proprio il caso di ’sputtanarci’28.000.000 Euro a favore delle solite multinazionali?
Non parliamo poi dell’ultima chicca: l’ennesimo e inquietante conflitto d’interessi. il Ministro della salute Maurizio Sacconi è infatti il marito di Enrica Giorgetti. Cosa c’è di strano? Mah forse il fatto che lui, dirige il Ministero della salute, che stabilisce, attraverso la AIFA (Agenzia italiana farmaci) i prezzi dei farmaci, ma anche quali farmaci ritirare dal commercio e quali no e che lei è Direttore Generale di Farmindustria, che rappresenta politicamente, diciamo, tutte le aziende farmaceutiche italiane

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