Realtà o fantascienza?Nanoprocessori nei vaccini? O-O

Pubblicato: 14 novembre 2009 da Letizia in Ultima ora!
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E’ quasi surreale, sembra una cosa uscita fuori da un fim di fantascienza, ma i nano-microchip invisibili all’occhio nudo sono una realtà già utilizzata in un’ampia gamma di applicazioni. La domanda è: quanto tempo ci vorrà perché i governi e le grandi case farmaceutiche decidano di “immergere” questi nano-microchip all’interno dei vaccini per etichettare e sorvegliare la popolazione mondiale?
La nanotecnologia si occupa di strutture più piccole di un micron (meno di 1/30 del diametro di un capello umano), e comporta lo sviluppo di materiali e dispositivi di tale dimensione . Per fare un esempio, un nanometro è 100.000 volte più piccolo della larghezza di un capello umano.
Più di dieci anni fa, semplici tecniche a basso costo hanno migliorato la progettazione e la produzione di nano-microchip. Ciò ha aperto la strada ad una moltitudine di metodologie per la loro fabbricazione ed il loro uso in una vasta gamma di applicazioni, inclusi dispositivi ottici, biologici, ed elettronici.
L’uso congiunto della nano-elettronica, della fotolitografia, e di nuovi biomateriali, ha fornito la tecnologia di fabbricazione necessaria per la costruzione di nano-robot per le applicazioni mediche comuni: strumenti chirurgici, per la diagnosi e per il rilascio dei farmaci.
L’Hitachi giapponese ha affermato di avere sviluppato il microchip più piccolo e più sottile del mondo, che può essere incorporato nella carta per rintracciare i pacchi o per provare l’autenticità di un documento. Il circuito integrato (CI) è minuscolo come un granello di polvere.
Nano-elettrodi impiantati nel cervello sono sempre più utilizzati per gestire i disturbi neurologici. Mohammad Reza Abidian, un ricercatore post-dottorato presso il dipartimento di Ingegneria Biomedica ha detto che i polimeri dei nanotubi “sono biocompatibili ed hanno sia conducibilità elettronica che ionica”. Egli ha inoltre affermato: “Pertanto, questi materiali sono dei buoni candidati per le applicazioni biomediche, come le interfacce neurali, i biosensori ed i sistemi di rilascio dei farmaci.”
In funzione degli obiettivi di questi studi, la ricerca potrebbe teoricamente aprire la strada per la realizzazione di elettrodi intelligenti in grado di fornire farmaci per influenzare positivamente o negativamente la risposta immunitaria.
Attraverso le nanotecnologie, i ricercatori sono stati in grado di creare pori artificiali in grado di trasmettere materiali di scala nanometrica attraverso delle membrane.
Uno studio di ingegneria biomedica pubblicato sulla rivista Nature Nanotechnology il 27 settembre 2009, rivela che è stato possibile inserire con successo il nucleo modificato di un nanomotore, una macchina biologica microscopica, in una membrana lipidica. Il canale risultante ha permesso loro di spostare sia il singolo che il doppio filamento di DNA attraverso la membrana.

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