Influenza A:consigli per donne in gravidanza e bambini

Pubblicato: 17 novembre 2009 da Letizia in Ultima ora!
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(Apcom) – Tutti i consigli per ridurre al minimo i rischi di contagio da nuova influenza nella donna in gravidanza e nel neonato, e quelli per riconoscere la malattia e curarla. La guida è stata elaborata dal gruppo di studio di infettivologia ed approvato dal consiglio direttivo della Società italiana di neonatologia (Sin) e si chiama “Indicazioni per la prevenzione dell’ infezione da virus A/H1N1 in ambito perinatale”.

Partendo dall’assunto che dati relativi alla nuova influenza nel nel neonato sono sostanzialmente assenti, si ricorda che i neonati sono comunque considerati “ad alto rischio di complicanze”.
SINTOMATOLOGIA NEL NEONATO La malattia causata da virus non può essere distinta da quella causata da altri virus respiratori sulla base della sintomatologia. Nei neonati possono mancare od essere modesti, almeno inizialmente, i classici segni respiratori della sindrome influenzale e presentarsi solamente con febbre e letargia e/o difficoltà all’alimentazione. Va segnalata la possibile presenza di episodi di vomito e diarrea, con aumentato rischio di disidratazione. Le complicanze respiratorie e la sovrapposizione batterica possono essere frequenti nelle prime epoche della vita. Per questi motivi è raccomandato il ricovero per tutti i casi di influenza accertata o probabile nei lattanti inferiori a 3 mesi, in particolare se sono presenti segni di distress respiratorio, prematurità o patologie croniche quali cardiopatie congenite, malattie polmonari croniche, patologie neurologiche e neuromuscolari, immunodeficienza ecc., che possano ostacolare la funzione respiratoria.
LA DIAGNOSI NEL NEONATO La diagnosi nel neonato non è diversa dall’adulto: va effettuata su un tampone nasofaringeo, eseguito accuratamente per raccogliere materiale in quantità adeguata, su cui viene effettuata la ricerca del virus mediante il test molecolare (Real Time Polimerase Chain Reaction), che è quello più sensibile e pertanto d’elezione. La ricerca del virus con test rapido non è raccomandata, per la bassa sensibilità e lo scarso valore predittivo negativo dei test disponibili. E’ raccomandabile che le risposte del laboratorio siano disponibili nel minor tempo possibile, auspicabilmente entro 24 ore dalla recezione del materiale.
NEONATO DA MADRE GIA’ INFETTA Il neonato dovrebbe essere considerato potenzialmente infetto se nato durante il periodo che va da 2 giorni prima a 7 giorni dopo l’insorgenza della sintomatologia influenzale nella madre. Il neonato dovrà essere separato dalla madre malata subito dopo il parto e possibilmente da altri neonati e puerpere e dovrà essere monitorato strettamente per la comparsa di segni e sintomi di influenza. In caso di comparsa di sintomi, sarà necessario effettuare un test diagnostico, proseguire le misure di controllo dell’infezione e considerare il trattamento con farmaci antivirali.
NEONATO CON INFEZIONE SOSPETTA A DOMICILIO Qualora un neonato già dimesso dal Punto Nascita presenti sintomi di malattia respiratoria, deve essere valutato sollecitamente dal pediatra di famiglia o dal medico di continuità assistenziale, che disporrà gli opportuni provvedimenti a domicilio, o meglio il ricovero, specie se nato da donna infetta. Se clinicamente non necessario, evitare il ricovero in Tin. Non è invece raccomandabile come primo intervento utilizzare le strutture di pronto soccorso, nelle quali l’eccessivo affollamento aumenta il rischio di contagio, tranne nel caso in cui il neonato presenti febbre, crisi di tosse, difficoltà respiratorie e/o alimentari, torpore. In ogni caso, sarebbe utile che il medico che consiglia l’invio in ospedale informi gli operatori del PS o del presidio nel quale si ipotizza il ricovero, per condizionare positivamente il percorso di accesso del paziente.
TERAPIA E PROFILASSI FARMACOLOGICA NEL NEONATO Il virus influenzale A(H1N1)v è sensibile ai farmaci inibitori delle neuraminidasi (Oseltamivir e Zanamivir) che sembrano in grado di ridurre la durata della sintomatologia e di prevenire la comparsa delle complicanze. La Fda e l’Emea hanno autorizzato l’utilizzo dell’Oseltamivir (12 mg pari a circa 1 mL x 2 volte al giorno per os per 5 gg) per la terapia dell’influenza nei bambini di età inferiore ad 1 anno (dunque anche per il neonato), in condizioni gravi. Non vi sono allo stato attuale chiare indicazioni per la profilassi della fascia 0-3 mesi, a causa dei dati limitati. La somministrazione andrebbe effettuata previo consenso informato, firmato da entrambi i genitori, utilizzando modulistica predisposta dall’Azienda. Per il trattamento del bambino nei primi mesi di vita, la casa farmaceutica produttrice dell’Oseltamivir (Tamiflu) ha previsto la commercializzazione di una sospensione orale del farmaco.
VACCINAZIONE Neonati e lattanti di età inferiore a 6 mesi non possono essere vaccinati per l’influenza A(H1N1)v. La vaccinazione anti A(H1N1)v e virus influenzali stagionali è fortemente raccomandata per i genitori o, in loro assenza, per chi assista continuativamente il bambino di età inferiore ai 6 mesi. Potrebbe essere una pratica utile offrire entrambe le vaccinazioni (influenza A H1N1 e “stagionale”) alla puerpera durante il suo soggiorno in Ostetricia, specie se si ravvisino difficoltà successive per la pratica vaccinale.

I consigli della società italiana di neonatologia riguardano anche le donne in gravidanza, visto che oltre la metà dei casi documentati di influenza da virus A(H1N1)v che hanno richiesto ospedalizzazione presentavano una patologia di base o erano donne in gravidanza. La prevenzione della nuova influenza tra le gravide rappresenta quindi un obiettivo prioritario dei programmi di controllo dell’infezione, delle complicanze ad essa connesse e dell’outcome neonatale.
DONNE GRAVIDE Essenziale per la prevenzione dell’influenza A(H1N1)v in ambiente ostetrico è tenere le gravide sane separate dalle persone malate o potenzialmente infette, individuando ambienti ostetrici (sala travaglio e parto) dove farle accedere, differenziando il percorso per quelle ammalate. In generale, le raccomandazioni per il controllo dell’influenza A(H1N1)v in ambiente ostetrico non differiscono da quelle per gli altri ambienti ospedalieri, sebbene includano alcune speciali considerazioni atte alla prevenzione dell’infezione del neonato, considerato a più alto rischio di forme severe e di complicanze da influenza A(H1N1)v.
GRAVIDE ESPOSTE AL VIRUS La profilassi antivirale post-esposizione può essere presa in considerazione per le gravide che sono state in stretto contatto con persone con influenza A(H1N1)v sospetta o confermata in laboratorio.
GRAVIDE CON INFEZIONE CONFERMATA, PROBABILE O SOSPETTA Tutte le gravide nell’imminenza del parto e tutte le puerpere che presentino sintomi di tipo influenzale dovrebbero essere gestite come potenzialmente infette e dovrebbero poter accedere alla diagnosi eziologica, secondo le indicazioni dei Cdc per le quali i pazienti che dovrebbero essere presi in considerazione per l’esecuzione dei tests diagnostici sono: pazienti ospedalizzati con sospetta influenza, pazienti in cui la diagnosi di influenza è necessariaper determinare la gestione clinica, il controllo dell’infezione o la gestione dei contatti più stretti.
LE RACCOMANDAZINI PER RIDURRE RISCHIO CONTAGIO MADRE-NEONATO In presenza di una gravida con influenza A(H1N1)v confermata, probabile o sospetta è raccomandato: farle utilizzare mascherina chirurgica per coprire naso e bocca negli spazi comuni ed istruirla sulle norme igieniche, farle seguire i percorsi individuati per i casi di infezione sospetta o accertata, isolarla dalle gravide sane e dai neonati, sottoporla al test diagnostico, iniziare il trattamento antivirale prima possibile, senza attendere il risultato del test diagnostico, se sono presenti malattie croniche preesistenti alla gravidanza o in caso di malattia influenzale con decorso complicato, farle indossare la mascherina chirurgica, se tollerata, durante il travaglio ed il parto, per ridurre l’esposizione del neonato, del personale sanitario e delle altre gestanti alle secrezioni respiratore potenzialmente infette, fare indossare a tutto il personale che si possa trovare a distanza < 1metro dalla gravida mascherine chirurgiche, raccomandare il lavaggio accurato delle mani di tutte le persone della sala parto prima e dopo aver manipolato il neonato, isolare la madre dopo il parto.
La madre che presenta al parto infezione accertata o sospetta dovrebbe evitare il contatto stretto con il suo bambino fino a che abbia effettuato la terapia antivirale per almeno 48 ore, sia scomparsa la febbre (in assenza di somministrazione di antipiretici), vi sia riduzione della tosse e delle secrezioni respiratorie. Ove possibile, il neonato dovrebbe essere assistito da persone sane in una stanza separata, mentre la madre dovrebbe essere incoraggiata a tirarsi il latte, per favorirne la produzione.
TRATTAMENTO E PROFILASSI FARMACOLOGICA NELLA DONNA Dal momento che le gravide hanno mostrato di avereun maggior rischio di forme gravi di influenza A(H1N1)v e di ospedalizzazione, rispetto alla popolazione generale, i Ccd raccomandano di iniziare un trattamento con farmaci antivirali alle gravide che presentino sintomi influenzali, basandosi sul quadro clinico. Il Ministero della Salute raccomanda l’uso di antivirali in gravidanza, limitandolo ai casi che presentino malattie croniche preesistenti alla gravidanza, nonché ai casi di malattia influenzale con decorso complicato. In questi casi il trattamento può essere effettuato anche nel I trimestre, nel più breve tempo possibile dall’insorgenza dei sintomi. Al momento l’antivirale consigliato in gravidanza per la terapia e la profilassi dell’influenza A (H1N1)v è il Tamiflu, non presentando effetti collaterali in caso di difficoltà respiratorie, descritte per Zanamivir. I farmaci antivirali possono essere assunti in ogni epoca di gravidanza.

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