GeoHot il ragazzo prodigio che “morsica” la Mela!!!!

Pubblicato: 18 novembre 2009 da Marco in iPhone
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Il nostro grandissimo GeoHot, colui che dobbiamo ringraziare ogni volta parliamo di jailbreak, è stato intervistato da La Repubblica.it, qui sotto l’articolo completo.

Il genietto della pirateria che spaventa Steve Jobs

Assomiglia alla storia di Davide e Golia (a me sembra il cantante Mika), con il giovane armato di fionda che batte il gigante, il lungo duello tra la Apple e George Holtz, lo studente fuoricorso che riesce regolarmente a vanificare gli sforzi del colosso informatico guidato da Steve Jobs per limitare l’uso dell’iPhone ai soli prodotti graditi all’azienda.

Oppure a Tom e Jerry, dove il topo dispettoso ribalta le parti e manda il gatto al manicomio. I tentativi della Apple di mettere il suo gioiello al riparo dalle incursioni di Hotz vanno avanti infatti da tempo con risultati sempre più frustranti.

Questo mago dell’hackeraggio di appena 20 anni ha riconquistato ora gli onori della cronaca negli Stati Uniti dando alla luce il suo capolavoro. “Si chiama Blackra1n ed è un software in grado di sbloccare un iPhone in appena due minuti: tutto ciò che devono fare gli utenti è infilare il loro cellulare nel pc, lanciare l’applicazione e premere un bottone”, scrive con malcelata ammirazione il mensile Wired. In sostanza, lo straordinario successo di Holtz consiste nel riuscire a vanificare lo sforzo della Apple per decidere cosa si può fare con il suo apparecchio e con quali programmi. Una volta “aperto” con la chiave virtuale che Holtz mette a disposizione gratis online, l’iPhone è in grado di capire e far funzionare anche quelle applicazioni che nelle intenzioni della casa costruttrice dovrebbero essergli vietate. A pagarlo sono infatti le aziende interessate ad entrare anche nel mercato degli utenti iPhone.

La sfida di Holtz inizia infatti nel 2007, quando trascorre le vacanze cercando di capire come far “evadere” il suo iPhone dall’obbligo di abbonamento ad AT&T. Non a caso l’operazione prenderà il nome di jailbreak, evasione. “Quella volta ci ho messo 500 ore, ma rispetto alle difficoltà attuali è stato un gioco”, ricorda. Holtz tra l’altro è solo il più bravo: dietro di lui c’è un’intera comunità di giovani hacker ai quali la possibilità di comprare il nuovo modello Apple solo legandosi ad AT&T appare un sopruso intollerabile. Il contratto obbligatorio è la prepotenza più macroscopica, ma con quella che si dimostrerà una scelta suicida, l’azienda chiede ai suoi clienti di viaggiare con il freno a mano tirato, rinunciando a delle funzioni.

“Sembra quasi che la Apple prima di lanciare l’iPhone non abbia guardato cosa la gente è solita fare con il cellulare, escludendo cose che ormai tutti pretendono”, spiega Jay Freeman, uno che si sta arricchendo grazie alla miopia di Jobs. Freeman è il proprietario di Cydia, un sito online dove si possono scaricare (a pagamento e non) tutti i programmi aggiuntivi per iPhone sbloccati. Spesso si tratta di software banali, come quelli che permettono di usare l’apparecchio in lingue di paesi dove non è ufficialmente in vendita.

Eppure la Apple, malgrado le umiliazioni subite, non si dà per vinta. Ha iniziato grandi manovre per scegliere un nuovo capo della sicurezza in grado di dare finalmente scacco a Holtz e ha minacciato una causa per violazione della legge sulla copyright. Anche questa strada sembra però poco promettente. “In Italia il caso più simile è quello della Sony che chiedeva di bloccare la vendita del modchip, la modifica in grado di “aprire” la sua playstation a prodotti diversi, compresi quelli pirata”, spiega l’avvocato Guido Scorza, esperto di diritto informatico. “La giustizia – ricorda il legale – le ha dato però torto, chiarendo che manca la certezza che l’aggiunta del modchip sia finalizzata a compiere un illecito”.

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