Mutazioni del virus H1N1? Il solito allarmismo mediatico!!

Pubblicato: 1 dicembre 2009 da Marco in Ultima ora!
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Calano sensibilmente i casi di influenza A: il segnale che la pandemia è al suo tramonto e il virus H1N1 si appresta a lasciare spazio al virus dell’influenza stagionale? E cosa dire dei casi di mutazione dei quali si parla su tutti i giornali? C’è da preoccuparsi? Ne hanno discusso alcuni tra i più autorevoli esperti in materia al 26° Congresso Nazionale della Società Italiana Medicina Generale (SIMG) appena conclusosi a Firenze.

Sono stati 682.000 gli italiani colpiti dal virus H1N1 nella terza settimana di novembre, rispetto agli oltre 750.000 della precedente rilevazione. Si prevede che la seconda ondata pandemica termini a fine dicembre e faccia registrare in totale 6 milioni di casi. A fine anno, invece, comincerà l’influenza  stagionale, che, prevedibilmente, colpirà altri due milioni di persone. Con un totale di 8 milioni di casi, la stagione influenzale 2009/2010 si preannuncia quindi come la più aggressiva degli ultimi 10 anni. Ma finora il sistema ha retto.

“L’influenza suina non ha mai rappresentato un problema sanitario per il nostro Paese”, afferma senza mezzi termini Claudio Cricelli, presidente della SIMG, “ma solo una sfida per l’organizzazione del sistema. Non si è determinata alcuna emergenza assistenziale. Abbiamo affrontato le criticità legate all’arrivo della pandemia grazie alla collaborazione tra le diverse Istituzioni sanitarie. È la dimostrazione che il sistema funziona e ciò potrà essere un insegnamento per il futuro”.

“La vaccinazione rimane la vera arma vincente”, spiega Pietro Crovari, professore ordinario di Igiene generale e applicata dell’Università di Genova e probabilmente il più importante virologo italiano. “Anche se i casi stanno diminuendo, è importante proseguire la campagna vaccinale e non abbassare la guardia. Anzi, per quanto mi riguarda seguirei l’esempio australiano e realizzerei una vaccinazione di massa di tutta la popolazione contro i virus influenzali: il prossimo anno altrimenti ci ritroveremo a fare gli stessi discorsi”.

Crovari minimizza poi la fobia riguardante le mutazioni del virus H1N1: “Innanzitutto non si tratta di una novità degli ultimi giorni come i media fanno credere, ma di una scoperta norvegese di parecchie settimane fa. I nostri colleghi nordici hanno legittimamente avanzato l’ipotesi che il virus mutato – attenzione, le mutazioni sono all’ordine del giorno, ne abbiamo isolate tantissime – trovato in due pazienti deceduti e uno ammalato gravemente di influenza A potesse essere più aggressivo. Ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità e altri studi successivi hanno smentito questa ipotesi”.

Sottolinea Aurelio Sessa, medico di Medicina generale e componente del sottocomitato scientifico “Influenza e Pandemie influenzali” del Ministero della Salute: “Attenzione ai pericolosi allarmismi dei giorni scorsi. I medici di famiglia della SIMG hanno risposto concretamente all’ondata di panico, dando per primi l’esempio: 7 su 10 si sono vaccinati contro l’influenza A/H1N1. Un vero e proprio record, se si pensa che nelle precedenti stagioni influenzali solo il 40% degli operatori della sanità si è  sottoposto a misure preventive”.

Fonte: XXVI Congresso Nazionale della Società Italiana Medicina Generale, Firenze 2009.

 

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