Caso Meredith: Sollecito, Amanda le reazioni dopo la sentenza

Pubblicato: 5 dicembre 2009 da Letizia in Ultima ora!
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LA SENTENZA

Raffaele Sollecito, venticinquenne ingegnere informatico di Giovinazzo, e Amanda Knox, studentessa nata 22 anni fa a Seattle, sono responsabili di avere ucciso e violentato Meredith Kercher insieme a Rudy Guede, già condannato alcuni mesi fa, con rito abbreviato, a 30 anni di reclusione. Per questo la Corte d’assise di Perugia ha inflitto 26 anni di reclusione all’americana e 25 al giovane pugliese. Una sentenza arrivata dopo 14 ore di camera di consiglio. Accolta tra lo sconforto dai due imputati e dai loro familiari presenti in aula.

LE REAZIONI

“Mi sembra di vivere in un incubo infernale: cosa faccio adesso?”. Provato da una notte in bianco, Raffaele Sollecito ha accusato pesantemente il colpo che i giudici della Corte d’Assise di Perugia gli hanno inferto con la condanna a 25 anni di carcere. Il giovane pugliese, racconta chi l’ha visto, non sta bene tanto che l’avvocato Luca Mauri ha chiesto ai responsabili del carcere di Capanne di tenerlo sotto stretta osservazione e di valutare se fosse il caso di rafforzare l’assistenza psicologica.

Provata da una notte passata a piangere, Amanda Knox è sembrata, a chi l’ha vista questa mattina nel carcere di Capanne a Perugia, molto demoralizzata e delusa; si è anche detta molto dispiaciuta per i suoi familiari, sperava, e credeva, di poter uscire e tornare con loro negli Stati Uniti.

FAMILIARI AMANDA

“Combatteremo fino all’ultimo, non é finita qui”. Lo ha detto, tra le lacrime, Cassandra, la matrigna di Amanda Knox subito dopo la lettura della sentenza che ha condannato la giovane americana a 26 anni di carcere. “Non è possibile – ha aggiunto – Amanda è innocente e noi non la lasceremo sola”. Subito dopo la lettura della sentenza, la sorella di Amanda, Deanna, è scoppiata in lacrime e quando si è calmata è andata ad abbracciare la compagna del padre di Raffaele Sollecito, sconvolta anche lei.

FAMILIARI SOLLECITO

“Non hanno fatto il loro dovere, non lo hanno fatto fino in fondo. Dovevano assolverlo, Raffaele é innocente”. Così tra le lacrime la compagna del padre del giovane barese condannato per l’omicidio di Meredith Kercher, Mara. La donna, quando Raffaele è stato portato via dall’aula ha urlato “forza Raffaele” prima di scoppiare in un pianto a dirotto. Visibilmente contrariati anche gli avvocati delle due difese, con Luciano Ghirga, che ha difeso Amanda, abbracciato alla giovane di Seattle prima che gli agenti della polizia penitenziaria la portasse via.

FAMIGLIA MEZ, FATTA GIUSTIZIA MA NESSUN TRIONFO

La famiglia di Meredith Kercher è soddisfatta perché la sentenza della Corte d’Assise di Perugia che ha condannato Raffaele Sollecito e Amanda Knox ha “messo un punto” nella vicenda dell’omicidio della studentessa inglese, ma il fratello Lile ha detto che “non è il momento di celebrare alcun trionfo”. La famiglia di Mez ha incontrato stamani la stampa insieme agli avvocati che li hanno rappresentati come parte civile, Francesco Maresca e Serena Perna.

L’America inoltre non ha preso di buon occhio la senteza emessa dal tribunale italiano!

Il magistrato ha annunciato che la Procura non intende appellare la sentenza.

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