La Maestra dell’Asilo degli orrori si PENTE!!! : – TI GUARISCO IO VIENI VIENI!!

Pubblicato: 8 dicembre 2009 da Marco in Ultima ora!
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Anna Laura Scuderi, la titolare dell’asilo Cip e Ciop di Pistoia, accusata con la sua collaboratrice Elena Pesce di maltrattamenti su minori, «sa di essere malata e chiede di essere curata». Inoltre Laura – così hanno riferito i suoi avvocati – «vuole scontare la sua pena fino in fondo».

La maestra che picchiava i bambini, inchiodata alle sue responsabilità da un video choc realizzato con camere nascoste dalla questura, parla attraverso i suoi legali, Stefano Panconesi e Alessandro Mencarelli,.

Chiede scusa, Anna Laura, «invoca il perdono non solo delle piccole vittime e dei loro genitori, ma anche della collettività pistoiese e nazionale». Ma chiede anche di essere aiutata «a sconfiggere la sua malattia che ha tenuto nascosta a tutti, ai suoi familiari prima e alle famiglie dei bambini che le venivano affidati poi». Per questo i legali nomineranno a giorni un consulente tecnico, uno psichiatra, perché possa capire cosa è successo e far capire anche ad Anna Laura qual’è il suo problema. In modo che «una volta raggiunta la lucidità possa finalmente spiegare a tutti cosa è successo».

L’avvocato Panconesi chiede tranquillità e riserbo. «È stato giusto – dice – far emergere questa storia, ma abbiamo adesso bisogno di silenzio». Il silenzio che in carcere non c’è e del quale Anna Laura ha bisogno. Le detenute sanno, vedono in tv le mamme che accusano e piangono, rivedono quelle immagini dove Anna Laura prende per i capelli una bambina piccola, e urlano, sputano, inveiscono. «Ma abbiamo fiducia nella capacità di tutela delle istituzioni -ha detto l’avvocato Mencarelli- confidiamo che nulla possa succedere».

Certo, non è facile per i due legali affrontare la difesa per reati di questo genere. «Ci chiediamo – dice Mencarelli – come può un avvocato sostenere la difesa di cose così emozionalmente forti. Ma siamo convinti, così come dice il diritto, che solo con la voce dell’incolpato il giudice può emettere un giudizio equilibrato». Certo – aggiungono – «resta la nostra sofferenza, ma siamo consapevoli che solo con la voce di chi ha compiuto il delitto ci possa essere una sentenza giusta, una condanna giusta che Laura espierà, una pena che Laura vuole scontare».

La maestra – riferiscono sempre i suoi legali – pensa ai bambini che ha picchiato. Da giorni non mangia, piange e cerca un perché: la malattia dello zio molto amato, malato oncologico, che lei ha seguito fino all’ultimo giorno, lo stress della cura di due asili. Ma capisce, tra la nebbia della sua personale disperazione, di aver compiuto atti orribili. Atti che il codice penale prevede e punisce con una pena fino a 5 anni di reclusione e che con le aggravanti contestate (non la continuazione, ma la minore età della vittima e i futili motivi) forse si arriverà a sei. «Ma il suo calvario – dicono gli avvocati – lei lo vuole percorrere fino in fondo».

Resteranno le immagini choc. Resteranno le parole di M., 7 anni, che quando ha visto alla tv la maestra arrestata ha guardato sua madre e le ha detto: «Hai visto mamma? Ti ricordi quando ti dicevo che mi picchiava e tu non mi credevi?».

[Fonte]

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