Panorama e iPhone: accoppiata vincente per leggere il giornale in modo interattivo

Pubblicato: 11 dicembre 2009 da Marco in Internet, iPhone
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Sfogliando le pagine del numero di Panorama in edicola da domani, venerdì 11 dicembre 2009, non potrà sfuggirvi una novità: 11 servizi e anche cinque pubblicità contengono, oltre a testi e immagini, uno strano quadratino fatto di puntini neri.
Si chiama “Qr code” ed è l’erede intelligente del codice a barre. Una rivoluzione che da questa settimana sbarca sulle pagine di Panorama e che sta contagiando tutto il mondo. Da Tokyo a New York passando per Londra, Parigi e Barcellona i codici Qr sono sui manifesti pubblicitari, etichette di abbigliamento e prodotti alimentari, inserzioni, biglietti da visita, magliette, tatuaggi e persino sulle tombe.

Il Qr è una sorta di trait d’union tra il mondo cartaceo e quello multimediale di internet. Una porta d’accesso a contenuti aggiuntivi che per la loro natura digitale non troverebbero spazio sulla carta e che invece arrivano, via web, direttamente sullo schermo del telefonino.

Se lo si inquadra con l’obiettivo del cellulare il codice Qr, che è l’abbreviazione inglese di «quick response» (risposta rapida), prende vita e racconta tutto di sé: sul display arrivano, infatti, video e pagine internet preparate ad hoc per approfondire l’argomento a cui è legato (per le istruzioni vedere a pagina 58).
In Giappone, patria della corporation Denso-Wave che lo ha inventato, il codice Qr è approdato praticamente ovunque. Se ne vedono gigantesche riproduzioni sulle facciate dei grattacieli, ma compaiono (miniaturizzati) sui prodotti al supermercato e al posto della foto sulle lapidi al cimitero. Se si compra un cheeseburger al McDonald’s di Tokyo, sulla carta che lo avvolge si può inquadrare il codice Qr che svela quante sono le calorie e quali gli ingredienti del panino che si sta per addentare.

A Londra i grandi magazzini Harrods ne hanno affisso uno di 3 metri sulla facciata. All’ombra del Big Ben si trovano sulle pubblicità in metropolitana, ma anche sui muri di Camden Town e Soho dove vengono affissi volantini che riportano codici Qr con le indicazioni per feste underground. Chi li inquadra e li decodifica col cellulare legge il messaggio. Tutti gli altri non capiscono nulla.

Già perché il codice Qr può contenere fino a 4.296 caratteri di testo. Non sempre conduce, quindi, a un video o a una pagina web. Come nel caso del volantino: sul display del cellulare compaiono, infatti, solo una serie di informazioni testuali. Per questo molte aziende come l’americana Google hanno cominciato a stamparlo sui biglietti da visita dei dipendenti. Basta un clic con il telefonino per memorizzare tutte le informazioni nella rubrica del cellulare e anche in quella del computer. Dove questo codice è già diventato di uso comune, come in Svezia e Danimarca, lo si trova in vetrina accanto ai prezzi. Un clic e tutto quello che interessa su un possibile regalo di Natale viene risucchiato nella memoria del telefonino. Pronto per essere confrontato con i dati di un prodotto analogo di un’altra marca e di un altro negozio.
Per capire come quella del Qr sia molto di più di una semplice trovata per tecnofanatici basta digitare su Google le parole «Qr Code». Il motore di ricerca trova quasi 9 milioni di siti che trattano il Qr.

Le prime a cogliere l’opportunità offerta da questo codice sono state le multinazionali: la Ikea, per esempio, negli Stati Uniti lo pubblica sui volantini pubblicitari. Chi lo fotografa ottiene un coupon di sconto. La Pepsi, in Danimarca, ha ideato affissioni e lattine con il Qr code. Chi lo inquadra ottiene una bibita gratis e le informazioni sui concerti che Pepsi sponsorizza a Copenaghen.

Poi c’è il mondo della moda: non solo un marchio di massa come la H&M lo stampa su manifesti ed etichette, ma anche case del lusso come Fendi, Gucci e Ralph Lauren stanno migrando alla nuova tecnologia. Gli utilizzi di questo quadratino puntinato sono infiniti e possono essere di grande utilità sociale.
La Ibm, per il Comune di Venezia, ha disseminato di bianche mattonelle con codici Qr i monumenti della città. Con un clic del cellulare i turisti possono sapere dove si trovano e che monumento stanno ammirando.

Navigando tra le risposte che Google trova sul Qr Code, ci si imbatte anche in utilizzi fantasiosi, bizzarri e di divertente inutilità. Alcuni esempi: molti negozi online offrono la possibilità di realizzare T-shirt con codici Qr creati con messaggi di testo personali. Così si può girare per la città con il proprio numero di telefonino o una dichiarazione d’amore sul petto. C’è chi compone poesie solo in Qr e chi come Kat Von D, famosa tatuatrice delle star di Hollywood, lo imprime sottopelle.
La rivoluzione è cominciata.
E un po’ come quando la musica digitale mandò in pensione i vinili sta accadendo la stessa cosa anche per i codici a barre che nell’anno del loro sessantunesimo compleanno stanno per essere sostituiti dai codici Qr.

Nel prossimo articolo la guida per scaricare il software

Fonte Panorama

commenti
  1. La Chitarpi mobili per ufficio ha cominciato una campagna pubblicitaria usando i QR Codes se ne volete sapere di più collegatevi con il loro blog, troverete delle offerte dedicate.
    http://chitarpi.wordpress.com/

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