Sentenza di Garlasco: Alberto è innocente

Pubblicato: 17 dicembre 2009 da Letizia in Ultima ora!
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6unblog Alberto Stasi Garlasco Chiara Poggi sentenzaVIGEVANO – Alberto Stasi è stato assolto. Le nuove perizie hanno convinto il gup di Vigevano Stefano Vitelli, al termine di 24 udienze e una camera di consiglio durata cinque ore, che non è Alberto Stasi l’assassino della sua fidanzata Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco, vicino Pavia. Anche se il giudice ha usato “il comma 2”, cioè la vecchia formula che assolve per “insufficienza di prove”.

“Lo sapevo: hanno riconosciuto che ho sempre detto la verità”, ha esclamato con le lacrime agli occhi Alberto Stasi. Ha poi abbracciato i suoi avvocati e le lacrime si sono trasformate in sorrisi: “Sono uscito da un incubo. Adesso voglio solo silenzio”.

Diverso il commento di Rita Poggi, la mamma di Chiara: “Giustizia non è fatta. Accetto la sentenza, ma è chiaro che continueremo a cercare la verità”. La parte civile e i pm hanno annunciato ricorso in appello.

Qualche giornalista ha chiesto ai genitori di Chiara se dopo la sentenza si scioglierà il muro di distacco che hanno innalzato tra loro e Alberto dopo i primi sospetti: “Per il momento non ci sarà nessun riavvicinamento con Alberto”, ha risposto secco il padre di Chiara, Giuseppe. Con la voce rotta dall’emozione ha aggiunto: “Non siamo stati noi a ritenere Alberto colpevole ma sono le indagini ad essere andate in quella direzione. Se con il proseguimento dei gradi di giudizio sarà confermata la sua innocenza, vedremo”.

Per l’imputato, l’unico in questi due anni di indagini, l’accusa aveva chiesto trent’anni di carcere, ma la superperizia informatica sul computer di Alberto è stata decisiva. Una consulenza superpartes chiesta dal gup di Vigevano Stefano Vitelli e depositata il 13 agosto 2009, “esattamente due anni dopo il delitto, come se esistesse un destino”, come ha osservato Angelo Giarda, uno dei legali di Alberto Stasi.

E’ stata quella perizia a restituire ad Alberto Stasi l’alibi cancellato dagli accessi illeciti al suo computer portatile fatti dai militari dopo il sequestro. Gli esperti hanno stabilito che nelle ore in cui veniva assassinata Chiara, dalle 9.35 alle 12.20, Alberto Stasi ha lavorato alla sua tesi di laurea, salvando continuamente il file. Segno che non è stato lui ad alzare l’arma contro la sua fidanzata.

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